domenica 2 agosto 2009

YOUR skin into MY tea

E' il silenzioso tacere
è lui
che ha bagnato
le sue labbra
nell'inchiostro
lasciando tracce
blu notte

mentre il sogno
insinuava
fili di se
attraverso varchi
sottili
(aperti da quell'odore)
facendo vacillare
la realtà della veglia
portando lontano

attimi

vissuti alla consapevolezza
(che piega le ginocchia)
di ciò che pur non detto
permane
sotto la pelle
sopra il cuore.

(e la metà appesa all'orecchio
lo fa brillare)

1 commento:

  1. Strano:
    Lo sai che vengo qui poco. (E ogni volta che lo faccio mi chiedo perchè non l'ho fatto prima. D'altronde, leggo poche poesie (non posso farlo mordiefuggi, richiedono temposentimento), in generale, ma quando le leggo le voglio le so le devo le amo assaporare davvero. D'altronde bevo il tea di rado (non posso farlo tra una cosa e l'altra, è caldo, va aspettato, è impegnativo), ma quando lo bevo lo gusto lo annuso lo immagino lo penso).

    Ma sta di fatto che qui ci vengo poco.
    Però oggi non ho resistito. Anzi, volevo già farlo.




    Uh.
    Ma cosa?
    Ma certo che ho capito.

    Eh?
    Ma no che non commento, nè ti scriverò cos'ho visto o quanto l'ho amato.
    "di ciò che pur non detto".
    Giusto?

    Sappiamo.

    E già che sono qui a scriver papiri, rispondo alla poesia breve telefonica di oggi:
    La malignità non è quella e la mestizia non serve si perdoni.
    Quindi non devo scusarti, devo ringraziarti.

    *

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